Carmelo Sastri, fondatore ed anima del ristorante, che attingendo dalla grande tradizione della cucina povera, istruisce la brigata ai fornelli con la missione di tramandare quei sapori protagonisti della sua infanzia e pezzo di memoria collettiva dell’antica Napoli. Proprio quelle ricette mutuate da nonna Emilia e la mamma Anna (detta Ninetta), donne dell’800, depositarie di quei segreti che rendono unica la cucina napoletana nel mondo.

“Tra fine dell 800′ e prima della prima guerra mondiale, nonna Emilia aveva una cantina in via Firenze, vicino la Stazione Centrale, dove serviva vino sfuso, olive di Gaeta, alici fritte, pasta e fagioli e baccala’ .

A pochi passi c’era il Teatro Apollo punto di riferimento delle compagnie teatranti dell’epoca. Ricordo che da piccolo uscito da scuola andavo in cantina dalla nonna, nel retrobottega, e ricordo le ballerine di Toto’….. mangiavano solo pasta cruda per non far gonfiare la pancia.”

“Ho vissuto molto tempo all’estero e ricordo che ogni volta che tornavo a Napoli era difficile trovare un ristorante dove poter gustare la reale cucina tradizionale, quella fatta in casa nelle pentole di terracotta, come faceva mia madre. Così ho deciso di avviare quello che è molto più di un mero business per me, proponendomi di offrire soltanto la reale cucina tradizionale e, insieme a mia sorella Lina Sastri, dare allo stesso tempo un tocco artistico a questo posto”

Una volta i ristoranti erano solo per eventi come matrimoni e battesimi, le cantine invece erano i nostri luoghi di ritrovo dove gli uomini andavano a bere vino, giocare a carte  e fumare un toscano.

Con gli anni ’50 e l’industrializzazione, arrivarono poi i frigoriferi che permettevano di conservare i cibi, e le cantine chiusero. Oggi, in Via Firenze, dov’era la cantina di mia nonna Emilia, c’è un’enoteca.”

“La casa di Ninetta” libro e monologo teatrale
“Un flusso dell’anima scritto di getto, senza correzioni, qualche tempo dopo la morte di mia madre. In parte di ispirazione autobiografica, come tutti gli scritti di chi scrittore non è di professione, un tributo alla donna più bella e straordinaria che io abbia mai conosciuto, Anna, detta Ninetta, che era mia madre. ”
Lina Sastri
Lina Sastri